| Natività, altare del Calvario (part.), Gerusalemme Basilica del S.Sepolcro |
Le fiamme e la Luce
Nel tempo di Natale, quando la luce torna a brillare nelle nostre case e nella nostra comunità, possiamo lasciarci ispirare da tre “fiamme” che quest’anno accompagnano il nostro cammino: la fiamma del Giubileo, la fiamma di Santa Giovanna Antida e la fiamma olimpica.
Tre luci diverse, ma tutte capaci di guidarci verso il mistero della Natività. Il Giubileo è sempre un tempo di grazia in cui Dio ci invita a rinnovare il cuore.
La fiamma giubilare ci ricorda le parole dell’inno del Giubileo, che proclama: «Fiamma viva della mia speranza…».
Tante volte in questo anno abbiamo cantato questo invito a lasciarsi illuminare dalla misericordia che Cristo porta nella storia.
Nel presepe questa luce ha il volto di un Bambino che apre strade nuove, che invita all’incontro e al perdono.
È la fiamma che ci spinge a diventare anche noi annunciatori di speranza in famiglia, in parrocchia e nel mondo.
Quest’anno celebriamo un anniversario speciale: il bicentenario della morte di Santa Giovanna Antida Thouret (1826–2026). La sua vita, interamente donata ai poveri, ai piccoli e agli ammalati, arde ancora come una ‘fiamma viva' nella Chiesa.
La sua è la fiamma del servizio, della carità concreta, della dedizione che non conosce misura. Nel Natale, quando contempliamo il Dio che si fa piccolo per amore, Giovanna Antida ci ricorda che la luce più vera nasce dai gesti quotidiani di cura e di vicinanza. Onorarla in questo bicentenario della sua morte significa lasciarci toccare dal suo esempio e trasformare la fede in opere di bene.
Anche la fiamma olimpica, che attraversa popoli e nazioni, porta con sé un messaggio universale di pace, fraternità e dialogo. È una luce che corre oltre i confini e che invita a riconoscere nell’altro un compagno di viaggio.
Nel Natale questa fiamma ci parla di Gesù, il “Principe della pace”, venuto perché tutti siano una sola famiglia. Accenderla nel nostro cuore significa scegliere gesti di riconciliazione, di ascolto e di unità.
Nel presepe queste tre fiamme si raccolgono in un’unica grande luce: la luce di Cristo, che illumina ogni tenebra. La misericordia del Giubileo, il servizio ardente di Santa Giovanna Antida — nel suo anno bicentenario — e la fraternità simboleggiata dalla fiamma olimpica diventano tre strade che conducono allo stesso punto: la grotta di Betlemme, dove Dio si fa uomo per accendere nel mondo quella speranza che non tramonta.
Che questo Natale ci trovi con il cuore acceso: dalla misericordia che apre il futuro, dalla carità che si fa servizio e dalla pace che unisce i popoli. Buon Natale a tutti, nella luce di Cristo, quella che illumina ogni uomo (Gv 1,9), con l’augurio che sia l’occasione per cominciare a costruire la pace nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nella scuola e nel tempo libero.
Perché, come diceva un vecchia pubblicità, “o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”.
Auguri!
don Tiziano









