martedì 16 dicembre 2025

EDITORIALE VOCE AMICA : Le fiamme e la Luce - NATALE 2025

Natività, altare del Calvario (part.),
Gerusalemme Basilica del S.Sepolcro

Le fiamme e la Luce



Nel tempo di Natale, quando la luce torna a brillare nelle nostre case e nella nostra comunità, possiamo lasciarci ispirare da tre “fiamme” che quest’anno accompagnano il nostro cammino: la fiamma del Giubileo, la fiamma di Santa Giovanna Antida e la fiamma olimpica.

Tre luci diverse, ma tutte capaci di guidarci verso il mistero della Natività. Il Giubileo è sempre un tempo di grazia in cui Dio ci invita a rinnovare il cuore.

La fiamma giubilare ci ricorda le parole dell’inno del Giubileo, che proclama: «Fiamma viva della mia speranza…».

Tante volte in questo anno abbiamo cantato questo invito a lasciarsi illuminare dalla misericordia che Cristo porta nella storia.

Nel presepe questa luce ha il volto di un Bambino che apre strade nuove, che invita all’incontro e al perdono.

È la fiamma che ci spinge a diventare anche noi annunciatori di speranza in famiglia, in parrocchia e nel mondo.

Quest’anno celebriamo un anniversario speciale: il bicentenario della morte di Santa Giovanna Antida Thouret (1826–2026). La sua vita, interamente donata ai poveri, ai piccoli e agli ammalati, arde ancora come una ‘fiamma viva' nella Chiesa.

La sua è la fiamma del servizio, della carità concreta, della dedizione che non conosce misura. Nel Natale, quando contempliamo il Dio che si fa piccolo per amore, Giovanna Antida ci ricorda che la luce più vera nasce dai gesti quotidiani di cura e di vicinanza. Onorarla in questo bicentenario della sua morte significa lasciarci toccare dal suo esempio e trasformare la fede in opere di bene.

Anche la fiamma olimpica, che attraversa popoli e nazioni, porta con sé un messaggio universale di pace, fraternità e dialogo. È una luce che corre oltre i confini e che invita a riconoscere nell’altro un compagno di viaggio.

Nel Natale questa fiamma ci parla di Gesù, il “Principe della pace”, venuto perché tutti siano una sola famiglia. Accenderla nel nostro cuore significa scegliere gesti di riconciliazione, di ascolto e di unità.

Nel presepe queste tre fiamme si raccolgono in un’unica grande luce: la luce di Cristo, che illumina ogni tenebra. La misericordia del Giubileo, il servizio ardente di Santa Giovanna Antida — nel suo anno bicentenario — e la fraternità simboleggiata dalla fiamma olimpica diventano tre strade che conducono allo stesso punto: la grotta di Betlemme, dove Dio si fa uomo per accendere nel mondo quella speranza che non tramonta.

Che questo Natale ci trovi con il cuore acceso: dalla misericordia che apre il futuro, dalla carità che si fa servizio e dalla pace che unisce i popoli. Buon Natale a tutti, nella luce di Cristo, quella che illumina ogni uomo (Gv 1,9), con l’augurio che sia l’occasione per cominciare a costruire la pace nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nella scuola e nel tempo libero.

Perché, come diceva un vecchia pubblicità, “o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”.

Auguri!

don Tiziano

martedì 15 aprile 2025

Il video di presentazione del Nuovo Centro Pastorale di Solarolo

 



PER SOSTENERE IL NUOVO CENTRO PASTORALE E CONTRIBUIRE
AL COMPLETAMENTO DEL FINANZIAMENTO DELLA STRUTTURA


IBAN CONTO RISERVATO AL PROGETTO NCP :

IT81Z0503423702000000005463


Intestato a: PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA
Ragione Sociale: PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA
Filiale: FAENZA


La C.E.I. ha approvato il finanziamento a fondo perduto del progetto per oltre il 65% del valore tramite i contributi raccolti con l' 8x1000 destinato alla Chiesa Cattolica

La Parrocchia di Solarolo deve integrare il 35% mancante, pertanto ogni contributo ricevuto concorrerà alla copertura del MUTUO attivato a fronte del progetto !

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È possibile contribuire e sostenere le attività del nuovo centro pastorale :

# firmando nella propria dichiarazione dei redditi la destinazione dell’8x1000 alla Chiesa Cattolica
   (e non costa niente)

# con una donazione alla parrocchia sul conto corrente dedicato al progetto
   (è possibile richiedere ricevuta deducibile !!!)

 # sostenendo le attività parrocchiali che saranno svolte.

Tutte le erogazioni liberali, grandi o piccole che siano, consentiranno alla TUA parrocchia di far funzionare una struttura preziosissima per tutta la comunità.


                                                   CLIKKA PER VEDERE IL VIDEO !

venerdì 11 aprile 2025

EDITORIALE VOCE AMICA : La gioia e la speranza - PASQUA 2025

La gioia e la speranza


La Pasqua ci racconta il cuore della nostra fede: Gesù è risorto, è vivo, ed è con noi. Tra tutte le apparizioni
del Risorto narrate dal Vangelo, ce n’è una che mi piace molto, forse perché vi ci possiamo immedesimarci un po’ tutti: quella a Tommaso.

Tommaso non c’era quando Gesù si era mostrato per la prima volta agli altri discepoli. Quando gli raccontano che lo hanno visto vivo, lui non riesce a crederci.

Ha bisogno di toccare, di vedere con i propri occhi, di capire. E Gesù non lo rimprovera, non lo esclude. Torna, si fa vicino a lui, gli mostra le mani e il fianco, e lo invita a non essere incredulo, ma credente.

Quante volte, anche noi, ci sentiamo un po’ come Tommaso? Quando la vita si fa pesante, quando preghiamo e non vediamo risultati, quando ci chiediamo dov’è Dio in mezzo alle nostre fatiche… È umano avere dubbi.

La cosa bella è che Gesù non si scandalizza: viene incontro anche alle nostre fragilità, con pazienza e amore.

La Pasqua ci dice proprio questo: la fede non è avere tutte le risposte, ma fidarsi anche nel buio. È lasciarsi raggiungere da Gesù, che entra a porte chiuse, che non si arrende davanti alla nostra durezza di cuore. È dire, come Tommaso, con sincerità, meraviglia e la gioia nel cuore: “Mio Signore e mio Dio!”.

Ma c’è qualcosa di ancora più grande che nasce da quella gioia: la speranza. La speranza pasquale non è una semplice attesa che “le cose vadano meglio”. È sapere che, anche nelle situazioni più buie, Dio non ci abbandona. È credere che ogni notte ha la sua alba, ogni lacrima la sua consolazione, ogni dolore una resurrezione. In questi tempi in cui spesso ci sentiamo stanchi, preoccupati o disorientati, la Pasqua ci ricorda che la vita vince. Che il bene, anche quando sembra nascosto, è più forte. E che noi non siamo soli: il Signore cammina con noi, ogni giorno.

La sfida per noi, oggi, è quella di essere, come ci suggerisce Papa Francesco in questo Anno Giubilare, “portatori di speranza” nella nostra quotidianità: in famiglia, al lavoro, con gli amici. Con una parola gentile, un gesto di cura, una scelta coraggiosa. La speranza è contagiosa, proprio come la gioia!

In questo tempo pasquale, chiediamo la grazia di una fede semplice, vera, fatta di passi piccoli ma sinceri.
E impariamo anche noi ad avere pazienza con chi, intorno a noi, è ancora in ricerca del senso della vita o si pone domande profonde.

Come Gesù ha fatto con Tommaso, facciamoci prossimi, senza giudicare, ma con il cuore aperto.

Auguro ad ognuno una Pasqua piena di speranza, gioia e di fiducia. Gesù Risorto ci renda persone capaci di sorridere alla vita… anche quando è faticosa.

Buona Pasqua a tutti!

don Tiziano

martedì 23 aprile 2024

EDITORIALE VOCE AMICA : SORPRESA DALLA GIOIA - MAGGIO 2024

SORPRESA DALLA GIOIA

Non so chi ha prodotto questa immagine: magari l’Intelligenza Artificiale di cui tanto si parla in questi ultimi tempi. Ma una cosa è certa: ha fatto sorridere anche me e ha suscitato in me una domanda: vuoi che Gesù e la sua mamma non abbiano mai riso di gusto insieme?
Secondo me sì! In fondo, come sappiamo, per avere il pieno valore della gioia bisogna avere qualcuno con cui condividerla. Noi siamo portatori di un gioia che abbiamo ricevuto e che condividiamo ogni domenica a Messa: quella dell’incontro con il Signore Gesù nella Parola e nell’Eucaristia. Questo
è un incontro che sempre ci sorprende e sempre ci accompagna, anche nelle difficoltà. Quante volte Maria sarà stata sorpresa dalla gioia: voglio pensare che anche nel momento dell’Annunciazione, dopo un momento di comprensibile turbamento, abbia gioito nel suo cuore, al punto che poco tempo dopo, proclamerà la lode più bella che la storia accorra oggi ricordi e che la Chiesa proclama ogni sera: il Magnificat. Il nostro cuore, ricordava papa Benedetto XVI, è fatto per la gioia, ma come conservarla?Maria ci ricorda che sono due le strade: l’amore e la fede. Questa gioia profonda ci permette anche di affrontare le prove della vita, perché possiamo sorprenderci per la
presenza del Signore accanto a noi in ogni momento e nelle cose più semplici della vita.

Don Tiziano

sabato 23 marzo 2024

EDITORIALE VOCE AMICA : COSA SERVE LA CROCE - PASQUA 2024

COSA SERVE LA CROCE ?
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È proprio vero: i bambini ti spiazzano con le domande che vanno al cuore dei problemi e ti costringono a risposte autentiche!

È quello che mi è capitato nei giorni scorsi quando un bambino della nostra scuola materna parrocchiale mi ha fatto una domanda semplice ma profonda. “Il vescovo ha sempre
parlato della croce. Ma a cosa serve la Croce?”.

È una domanda che interpella chiunque e invita a prendere posizione davanti al mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù.
La croce di per sé rappresenta molte cose: un pezzo di oreficeria, un'insegna, una scultura in pietra o in legno.

Ma c’è dell’altro. In passato, chi non sapeva scrivere firmava  apponendo appunto una croce in calce ad un documento.

La croce è inoltre l'incrocio di una linea verticale con una orizzontale e ha un legame con la posizione del corpo quando si trova in piedi. Si va dalla terra, su cui poggiano i piedi, al cielo dove si eleva la testa, come pure da una parte all'altra dell'orizzonte quando vengono distese le braccia.

Ma per noi oggi, nel 2024, che facciamo parte di una società basata sull’utilitarismo, a cosa serve la croce? È davvero una domanda che dobbiamo fare a noi stessi.

Forse la risposta l’abbiamo o vicina a noi.Nella chiesa di Solarolo ci sono 3 croci ma solo 2 crocifissi. In quello dietro l’altare non c’è … perché è risorto e vivo in mezzo a noi.

E più la guardo, più mi rendo conto che l’intuizione profetica di mons. Babini, è molto più di una risposta alla domanda iniziale.

É davvero il senso della nostra fede e della nostra vita.

Buona Pasqua a tutti!

Don Tiziano

sabato 10 febbraio 2024

EDITORIALE VOCE AMICA - QUARESIMA 2024 - QUARESIMA, tempo di grazia

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QUARESIMA, tempo di grazia

La Quaresima 2024 si preannuncia un tempo ricco di grazia per la nostra comunità di Solarolo.
Come ogni anno, la Quaresima è il tempo sacro di preparazione alla Pasqua del Signore Crocifisso e Risorto.
Spesso lo dimentichiamo, pensando che le pratiche penitenziali quaresimali siano solo un’eredità di tempi antichi e fuori moda. In realtà sono una vera e propria palestra per vincere le tante tentazioni a cui siamo sottoposti: tentazioni che magari hanno nomi nuovi, ma
che hanno sempre le stesse radici: l’appagamento dei propri istinti, la bramosia dell’avere, l’avere una falsa immagine di Dio. Tutte cose che ammalano l’anima e le nostre relazioni (con Dio, con gli altri, con noi stessi anche con il creato).
La Quaresima è anche il tempo della visita alle famiglie per la benedizione pasquale: occasione di incontro e accoglienza delle nuove famiglie a Solarolo. Ma la Quaresima 2024 è anche il tempo della Visita Pastorale del nostro vescovo Mario. Non è solo una visita che vuole verificare l’andamento amministrativo e pastorale della parrocchia, ma vuole essere un’occasione gioiosa di incontro di una comunità con il successore degli Apostoli che viene a confermarci prima di tutto nella fede e poi anche nei nostri progetti.
La messa conclusiva di domenica 10 marzo alle ore 11, a cui tutti siamo sin da ora invitati, sarà l’occasione in cui il vescovo ci aiuterà a tracciare i prossimi passi del nostro cammino come comunità cristiana che vive in un territorio complesso ma generoso e capace ancora di aprirsi ad accogliere la gioia del Vangelo.

Buona Quaresima.

Don Tiziano

martedì 19 dicembre 2023

EDITORIALE VOCE AMICA - 800 anni dal primo presepe - NATALE 2023 / CAPODANNO

800 anni dal primo presepe

Quello di quest’anno è un compleanno speciale:
800 anni fa veniva San Francesco inventava il Presepe. «Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo (...), come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l'asinello». Le Fonti Francescane descrivono il desiderio che nacque nel cuore di San Francesco nelle settimane precedenti al Natale 1223: rappresentare la Natività in modo che tutti potessero gustare con lo sguardo la concretezza del Dio che si è fatto uomo.
Due settimane prima di Natale, raccontano le Fonti, Francesco chiamò un uomo di nome Giovanni, e gli chiese di aiutarlo a realizzare il suo Presepe. Così il 25 dicembre di quell’anno, alla presenza di molti frati giunti a Greccio, San Francesco osservando la mangiatoia con il fieno, il bue e l’asinello, si riempì di gioia. «In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l'umiltà. Greccio è divenuto come
una nuova Betlemme», disse il santo. Ma non c’è Greccio, non c’è presepe se non ci fosse Betlemme, che in queste settimane vive una situazione difficile e complicata per gli eventi bellici in atto. Ricordare nella preghiera e nella carità le persone che vivono in Terra Santa diventa così il regalo più bello per il compleanno del presepe. Da parte nostra, al termine di un anno a dir poco complicato contemplare il presepe è un rinnovato invito ad aprirci alla speranza di un futuro in cui Dio continua a farsi sempre vicino a noi, nell’umiltà di ogni incontro inaspettato.

Buon Natale e buon 2024 a tutti.

don Tiziano

martedì 19 settembre 2023

EDITORIALE VOCE AMICA - SETTEMBRE 2023 - Li consolò parlando al loro cuore

Li consolò parlando al loro cuore

Quella del 17 maggio 2023 sarà sicuramente una data che non dimenticheremo mai più. L’alluvione ha letteralmente sconvolto le nostre case, le nostre abitudini, i ritmi quotidiani ma anche i rapporti interpersonali.

Ci ha ricordato come in poche ore le cose cambiano, passano o vanno perdute. Sono rimaste tre cose: la fede (per chi non è credente possiamo dire i valori), le braccia e gli amici.

Sono stati tanti, infatti, gli episodi semplici di solidarietà concreta e a volte insperata che si sono verificati nelle settimane a venire.

In una gara di solidarietà inimmaginabile abbiamo sperimentato tutti come il Signore non abbandoni nessuno e si fa vicino attraverso alle anime affaticate attraverso gli altri.

Penso in modo particolare ai tanti giovani che senza sapere chi sono e da dove venivano, si sono ritrovate nella domenica dell’Ascensione a spalare fango in un piccolo paese della Romagna alluvionata.

Ma come non ricordare la Protezione Civile, le tante associazioni, gli Alpini, le parrocchie di tante parti d’Italia che ci hanno sostenuto nel nostro tentativo di rialzarci.

Proprio in quei giorni, la liturgia della messa proponeva il capitolo 49 della Genesi, quando Giuseppe figlio di Giacobbe consola i propri fratelli “parlando al loro cuore”.

Consolare non significa dire “Poverini...”, ma sperimentare che Dio non abbandona nessuno.

Il 17 maggio Lui era allagato come noi e nei giorni a seguire era infangato come noi.

Ma aveva il volto di quei giovani e dei tanti che ancora oggi ci aiutano a rialzarci.

don Tiziano

AGGIORNAMENTO LAVORI NUOVO CENTRO PASTORALE di SOLAROLO

 

 NUOVO CENTRO PASTORALE
di
SOLAROLO



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Ragione Sociale: PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA
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La C.E.I. ha approvato il finanziamento a fondo perduto del progetto per oltre il 65% del valore tramite i contributi raccolti con l' 8x1000 destinato alla Chiesa Cattolica

La Parrocchia di Solarolo deve integrare il 35% mancante, pertanto ogni contributo ricevuto concorrerà alla copertura del MUTUO attivato a fronte del progetto !

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È possibile contribuire al progetto :

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martedì 9 maggio 2023

EDITORIALE VOCE AMICA - MAGGIO 2023 - Dal campanile al campanello

Dal campanile al campanello

Storicamente la Romagna è segnata da forti
campanilismi a cui nemmeno le parrocchie si
possono sottrarre. L’attaccamento alle tradizioni,
alle proprie radici è una cosa importante che va
salvaguardata, ma mai da contrapporre ad altre
tradizioni. Una volta ho sentito una persona
ribadire con forza con un nostro parrocchiano che
“La nostra Madonna conta più della vostra”. Come
dico sempre, spero che in Paradiso non ci siano i
confini!!! Per Solarolo e il suo territorio i giorni
dell’Ascensione sono una preziosa occasione per
rinsaldare il proprio legame con la Madonna della
Salute, che qualcuno ha anche definito “La Signora
di Solarolo”. C’è però una sottolineatura che vorrei
fare prendendo spunto dalle processioni che
celebreremo insieme. Mi piace pensare che la Madonna venga farci visita nelle nostre case, esattamente come fece dopo l’annuncio dell’angelo quando in fretta si recò a casa di Elisabetta (a 130 km di distanza!!!). È come se venisse a suonare al nostro campanello di casa, chiedendoci di abbandonare quello sterile campanilismo che ogni tanto riemerge. In fondo è anche la logica della missione di
ogni comunità parrocchiale: uscire dai campanili e dalle sagrestie, “suonare ai campanelli” delle famiglie e incontrare le persone per annunciare e testimoniare a tutti il Vangelo di Gesù.

don Tiziano