sabato 27 agosto 2022

EDITORIALE - Voce Amica - SETTEMBRE 2022 - Che fine ha fatto la speranza? - 05-2022

 E' in distribuzione il nuovo numero di VOCE AMICA !

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== EDITORIALE ==

CHE FINE HA FATTO LA SPERANZA?

Le notizie che arrivano ogni giorno parlano di guerra, crisi incombente, problemi economici che bussano alla nostra porta, crisi energetica, siccità e problemi per la campagna, violenza di genere dilagante, rischio nucleare … sembra un disastro destinato a portare il mondo all’ecatombe.

Come cristiani siamo, però chiamati a sperare contro ogni speranza, come ci invita san Paolo nel capitolo 4 della lettera ai Romani. Ma come fare? In questi mesi mi sembra di aver individuato due strade: il dialogo fra le generazioni e la gratitudine per quello che in ogni caso di buono esiste accanto a noi. In questo senso le impegnative attività estive per i ragazzi, il continuo sostegno alle famiglie, una vita di preghiera semplice ma fedele e quotidiana, così come anche le serate ricreative negli ambienti parrocchiali, sono stati gli strumenti preziosi che la parrocchia ha offerto per mantenere “il filo del discorso” con chi la Storia la conduce veramente: Dio.

I tanti educatori e cuochi volontari (a proposito grazie davvero a tutti) che hanno donato tempo e creatività, gli oltre 120 bambini e ragazzi coinvolti, mi fanno guardare con fiducia al nostro futuro, dove i problemi non mancheranno, ma cercheremo di affrontarli insieme con fede e creatività, sempre come comunità aperta e accogliente. In fondo è proprio questa la vera ricchezza che ci viene donata: una comunità di fede per la quale anch’io, dopo 25 anni di sacerdozio, sento di dire ogni giorno “Grazie”.

don Tiziano

mercoledì 4 maggio 2022

EDITORIALE - Voce Amica - MAGGIO 2022 - Cielo e Terra - 04-2022

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== EDITORIALE ==

CIELO E TERRA

Tutti nella vita viviamo l’esperienza della morte di persone care. Spesso succede, in questi casi,che i bambini chiedano è dove è andato il nonno/nonna. Quasi sicuramente i genitori rispondono ‘In cielo’, ma è una risposta che non cancella la tristezza che nasce da non poterli più vedere con gli occhi.

Il racconto dell’Ascensione, però, sottolinea gli apostoli tornarono a Gerusalemme con grande gioia. Un cosa proprio strana! Ma come?!?! Invece di essere tristi perché Gesù sale al cielo, Pietro e gli altri apostoli sono pieni di gioia… Non è che non vedessero l’ora che Gesù partisse. La cosa vera è che si fidavano di Gesù, che credevano a quelle parole che aveva detto loro che sarebbe andato in cielo non per scomparire ma per essere più vicino a loro. Perché andare in cielo non vuol dire ‘essere un astronauta’ ma entrare nel mondo di Dio che è presente ovunque. I discepoli, quindi hanno capito che Gesù da quel momento sarebbe sempre stato con loro, fedele a quella promessa che troviamo nell’ultimo versetto del vangelo di Matteo “Ecco sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Per essere più precisi, i discepoli si ricordavano che Gesù aveva detto loro che sarebbe stato presente in modo particolare in tre ‘luoghi’.

•Il primo è l’Eucaristia, così che quando celebriamo la messa celebriamo un Vivente.
•Il secondo è la comunità, la Chiesa, perché quando ci riuniamo nel suo nome, Gesù è in mezzo a noi (ricordiamoci Mt 18,20).
•Il terzo luogo in cui è presente Gesù sono i poveri: “Tutto quello che avete fatto ad uno dei miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me” (Mt 25,40).

Per vedere Gesù in cielo, non serve quindi il telescopio, ma occorre invece il microscopio, quello strumento che ci fa vedere dentro gli oggetti, che ci mostra l’infinitamente piccolo. E questo microscopio lo abbiamo già tutti: si chiama cuore. Il nostro cuore deve essere quel microscopio che ci aiuta vedere Gesù presente nelle piccole realtà, lì dove lo sguardo di molti non si ferma neppure! Celebrare la festa dall’Ascensione e ritornare a vivere un cammino di fede insieme a Maria, Madonna della Salute, può essere l’occasione per aprire gli occhi del cuore e riscoprire che la fede non è prima di
tutto fermarsi a guardare il cielo, ma è farsi carico della terra e delle sue fatiche.
Diceva S.Oscar Arnulfo Romero, vescovo di San Salvador in America Latina e ucciso mentre stava celebrando messa nella sua Cattedrale: “I cristiani sono chiamati a fare in modo che la terra diventi cielo”. In tempo di conflitti (internazionali o familiari), non del tutto usciti dalla pandemia, la festa della Ascensione sia l’occasione per tutti, redenti e non, di non sentirsi abbandonati ma incoraggiati da Dio, a rimboccarci le maniche nella fede.

don Tiziano

venerdì 8 aprile 2022

EDITORIALE - Voce Amica - PASQUA 2022 - Morte e vita - 03-2022

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== EDITORIALE ==

MORTE E VITA

Visitando le famiglie per la benedizione
pasquale, mi è capitato più volte di raccogliere i racconti di chi ha passato la guerra e i loro ricordi.
“Quando guardo i servizi televisivi - mi ha detto una persona - sento ancora l’odore dell’esplosivo nel naso!”. In questo contesto celebriamo la Pasqua, la festa della vita! Mai come quest’anno possiamo sentire nostre le parole della Sequenza Pasquale che la liturgia ci propone:
Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello… Il Signore della Vita era morto, ma ora vivo trionfa!”.
Più che in altri anni, la Pasqua ci invita a riscoprire i segni di vita che sono accanto a noi, ad essere operatori di pace negli ambienti in cui viviamo (scuola, lavoro, famiglia) e nel tempo libero. Perché non dimentichiamoci che la pace è il primo dono del Risorto ai suoi discepoli. Per questo voglio condividere con voi questa poesia di San Giovanni Paolo II, perché sia una preghiera che ci accompagni in questi giorni bui:
“Aprite gli occhi a visioni di pace!/
Parlate un linguaggio di pace!/
Fate gesti di pace!/
Perché la pratica della pace porta alla pace./
La pace si rivela e si offre a coloro che realizzano/
giorno dopo giorno/
tutte quelle forme di pace/
di cui sono capaci”
.
Sappiamo che morte e vita segneranno sempre i giorni della storia. Ma alla luce del Mistero Pasquale e della risurrezione di Cristo sappiamo anche chi vincerà!
Anzi ha già vinto!
 

Buona Pasqua a tutti!

don Tiziano


mercoledì 23 febbraio 2022

EDITORIALE - ASCOLTARE - VOCE AMICA - QUARESIMA 2022 - 02-2022

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== EDITORIALE ==

ASCOLTARE

La Quaresima è per tutti tempo di conversione all’ascolto, alla realtà e alla spiritualità. Ascolto, innanzitutto, della voce dei bambini, che mi colpiscono con la loro spontaneità con frasi come: “Non mi ricordo cosa c’era prima del virus”. Ma arrivano al cuore anche le parole degli adolescenti: “Sto perdendo gli anni più belli della mia vita’. Infine ho letto le parole di alcuni parroci, insieme con i loro catechisti e collaboratori pastorali, che vedono diminuite il numero delle attività e la partecipazione del popolo, preoccupati di non riuscire a tornare ai livelli di prima, ma nello stesso tempo consapevoli che non si deve semplicemente sognare un ritorno alla cosiddetta normalità. Ascoltare in profondità tutte queste voci anzitutto fa bene alla nostra parrocchia. Abbiamo bisogno di imparare ad ascoltare in modo empatico, interpellati in prima persona ogni volta che un fratello si apre con noi.
L’ascolto, infatti, trasforma anzitutto chi ascolta, scongiurando il rischio della supponenza e dell’autosufficienza.
Una comunità che ascolta è una Chiesa sensibile anche al soffio dello Spirito. Ascolto della Parola di Dio e ascolto dei fratelli e delle sorelle vanno di pari passo. L’ascolto degli ultimi, poi, è nella Chiesa
particolarmente prezioso, poiché ripropone lo stile di Gesù, che prestava ascolto ai piccoli, agli ammalati, alle donne, ai peccatori, ai poveri, agli esclusi.


La Quaresima può aiutarci ad abbassare i toni, le contrapposizioni per leggere la realtà e annunciare il Vangelo con la vita prima ancora che con le opere.

Buon cammino quaresimale, dove ascoltare il doppio e parlare la metà.

don Tiziano


sabato 18 dicembre 2021

EDITORIALE - UN PRESEPE DIVERSO - VOCE AMICA - NATALE 2021 - 01-2022

 

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== EDITORIALE ==

Un presepe diverso

Ho come la sensazione che, più degli scorsi anni, il presepe realizzato dai nostri ragazzi nella Chiesa Arcipretale farà pensare chi lo ammirerà.
“Se Gesù nasce nei nostri cuori e nella nostra vita - mi hanno fatto notare i ‘presepari’- allora dobbiamo guardare al mondo con i suoi occhi”. Così il presepe 2021 sarà con un’altra prospettiva. Perché in fondo con il Natale siamo chiamati a vedere Dio e le nostre giornate con un’altra prospettiva. Oltre Duemila anni fa Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi: questo avvenimento sconvolgente è diventato lontano nel
tempo: ci abbiamo fatto quasi l’abitudine e non avvertiamo più la forza dirompente dell’Eterno che entra nel tempo, che si fa bambino, studente, figlio, adolescente, lavoratore come ciascuno di noi.
Ma c’è di più. Come comunità cristiana in Italia, siamo in cammino sinodale: papa Francesco ci ha chiesto di metterci in ascolto per sognare e realizzare la Chiesa del futuro, missionaria e basata sulla comunione fra di noi. È un “camminare insieme” nella diversità dei ritmi e delle sensibilità: esattamente come quello dei pastori quella notte a Betlemme.
Anche noi siamo chiamati ad essere pastori con i pastori per riconoscere ogni giorno la presenza di Cristo nella nostra vita e farne esperienza. Il presepe dei nostri ragazzi ce lo ricorda!

Buon Natale e buon 2022 a tutti.

don Tiziano

venerdì 10 dicembre 2021

Open Day Scuola paritaria dell'infanzia - Sabato 11dicembre / 15 Gennaio

Scuola paritaria dell'infanzia

'Santa Maria Assunta - Giuseppina Beltrani Cuccoli"

Sabato 11 dicembre dalle 9 alle 12

Sabato 15 gennaio dalle 9 alle 12

OPEN DAY

IN PRESENZA CON APPUNTAMENTO

Per informazioni:
Via Borgo Bennoli, 12 - Solarolo
0545-52153

sabato 4 dicembre 2021

La luce di Betlemme a Solarolo - Sabato 18 DICEMBRE 2021

Arriva la luce di betlemme a Solarolo!

Perché?
Nella Chiesa della Natività a Betlemme vi è una lampada ad olio che arde perennemente da moltissimi secoli, alimentata dall’olio donato a turno da tutte le Nazioni cristiane della Terra.

A Dicembre ogni anno da quella fiamma ne vengono accese altre e vengono diffuse
su tutto il pianeta come simbolo di pace e fratellanza fra i popoli.

La luce della Pace va diffusa a più gente possibile: ricchi e poveri, colti e ignoranti, bianchi e neri, religiosi ed atei… La Pace è patrimonio di tutti e la Luce deve andare a tutti.

Si vorrebbe che la Luce della Pace da Betlemme arrivasse in special modo nei luoghi di sofferenza, ai gruppi di emarginati, a coloro che non vedono Speranza e futuro nelle vita.

L’occasione della distribuzione può essere occasione di Buone Azioni: fare compagnia a chi è solo, visitare gli ammalati, dar da mangiare a chi ha fame, ovunque ci accorgiamo sia necessario che la Pace sia Portata!

Come nasce?
La tradizione nasce dall’iniziativa natalizia di beneficenza “Lichts in Dunkel ” – Luce nel buio – della Radio Televisione Austriaca (ORF) di Linz. Nell’ambito di tale iniziativa sono raccolte offerte spontanee con cui si vuole aiutare bambini invalidi, emarginati sociali, ma anche stranieri bisognosi, come ad esempio i profughi.

Nel quadro di questa iniziativa di beneficenza, la ORF per la prima volta nel 1986 ha dato vita a questa “Operazione Luce della Pace da Betlemme”, pensando alla tradizione natalizia e
come segno di ringraziamento per le numerose offerte.
Poco prima di Natale un bambino, venuto appositamente dall’ Austria, accende una luce dalla lampada nella Grotta di Betlemme che è poi portata a Linz con un aereo della linea Austriaca.

Da Linz con la collaborazione delle Ferrovie Austriache, la Luce è distribuita in tutto il
territorio.

Nel Natale del 1993, chiamato ed ospitato dai Capi di questa Associazione, un giovane scout di nome Fritz ritorna a Trieste con la Luce della Pace per la Messa scout di Natale cittadina. Nel 1994 viene costituito un comitato spontaneo locale che a Natale partecipa fattivamente alla manifestazione per la Luce della Pace, accendendola a Vienna e portandola in Italia con un furgone fino a Trieste.

Nel 1996 avviene la prima distribuzione a livello nazionale della Luce della Pace da Betlemme, in maniera simile a quanto avviene in Austria, utilizzando il mezzo ferroviario per una staffetta di stazione in stazione. E da allora continua.

Vi invitiamo pertanto ad accogliere numerosi la fiammella e farvi a vostra volta
portatori di “Luce” diffondendola a quanta più gente possibile.
Talvolta, infatti, ci preoccupiamo del nostro prossimo più lontano e diverso, e non ci accorgiamo che anche tra noi ci sono delle diversità che accettiamo forse con fatica.

martedì 26 ottobre 2021

Il giardino dei silenziosi

 

A chi non fa paura la morte?

La esorcizziamo con gesti o feste che poco hanno a che fare con la nostra tradizione oppure non ne vogliamo nemmeno sentire parlare. Eppure fa parte dell’esperienza umana, e i giorni nei quali ricordiamo coloro che fra i nostri cari sono già entrati nell’eternità,
se da un lato risvegliano la nostalgia per un’assenza, dall’altro ci aprono alla speranza.
Ma perché andare ai cimiteri?
I cimiteri, o come vengono chiamati dalla tradizione orientale ‘il giardino dei silenziosi’, sono tipici di una comunità stanziale. Il nostro correre quotidiano ha costretto la società ad un nuovo nomadismo, e il tempo per una visita ai nostri cari che riposano nei cimiteri viene sempre meno.

Mi chiedo: questo “dimenticarci” dei morti è forse il segno della nostra poca fede nella vita eterna, oppure della paura della morte tanto da volerla toglierla dalla mente, oppure è solo mancanza di tempo? Probabilmente tutte queste cose.

Ma non è giusto dimenticare le nostre radici e “chi ci ha preceduto con il segno della fede e dorme il sonno della pace”. Lo possiamo fare in vari modi, magari con la celebrazione delle messe in suffragio dei defunti come molti qui a Solarolo lodevolmente fanno. In ogni caso esiste un dovere della cura dei cimiteri e del loro decoro, sia da parte dei credenti che di qualsiasi società: anche da queste cose si vede la fede e la civiltà di un popolo che crede che parte della propria comunità vive anche oltre la morte.

Don Tiziano

VOCE AMICA - NOVEMBRE 2021 in distribuzione !


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