| Madonna della Salute - Ceramica policroma - Solarolo Santuario Diocesano |
un mese di fede e di passioni
Maggio bussa alle porte delle nostre case e porta con sé un profumo inconfondibile: quello delle processioni con la Madonna della Salute, il profumo delle rose che adornano i pilastrini e quest’anno anche quello dell’entusiasmo che colora di rosa le nostre strade.
Non è un caso che il mese dedicato a Maria coincida con il passaggio del Giro d'Italia. Per la prima volta quella manifestazione che da oltre un secolo unisce l’Italia, transita dal centro del nostro paese che ha dato tanto al ciclismo e che ha tanti appassionati.
Apparentemente sembrano mondi distanti, ma la processione e la corsa ciclistica condividono in realtà un’anima profonda: l'essere “popolo in movimento”.
Ma cosa unisce la preghiera di una processione mariana alle grida festose dei tifosi per i corridori che passano? È la strada.
La strada è il luogo dove la vita accade, dove ci si sporca le scarpe e dove ci si riconosce vicini di casa e protagonisti di uno stesso destino. Infatti se nelle processioni portiamo Maria tra le vie dove viviamo ogni giorno, chiedendole di benedire le fatiche e le gioie della nostra quotidianità, nel Giro vediamo atleti che attraversano l'Italia, unendo idealmente il Nord e il Sud in un abbraccio di fatica e bellezza.
Maria è la donna del “sì” che, dopo aver ricevuto l’annuncio dell’angelo, si mette subito in viaggio. Non resta chiusa nel suo privilegio, ma corre verso la cugina Elisabetta. È lei la prima “fondista” della fede, colei che ci insegna che credere non significa stare fermi a guardare, ma pedalare con costanza, anche quando la salita si fa dura e il fiato manca: perché come diceva Albert Einstein, “La vita è come andare in bicicletta.
Per mantenere l'equilibrio devi muoverti.” Quest’anno, mentre guarderemo passare la carovana rosa o mentre seguiremo la Madonna delle Salute nelle nostre strade, proviamo a riflettere sulla vita della nostra comunità.
La fatica condivisa: in una corsa, il gruppo protegge chi è stanco (il famoso gruppetto dei velocisti nelle tappe di montagna ne è il simbolo).
In parrocchia, la carità deve fare lo stesso: non lasciare indietro nessuno.
Il traguardo: non corriamo per il nulla.
Ogni preghiera e ogni pedalata hanno senso se orientate verso una meta di speranza.
Che questo mese di maggio ci veda tutti protagonisti di una “tappa” speciale: quella della riscoperta del camminare insieme nella fede insieme a Maria e nella carità.
La Vergine ci accompagni in ogni tornante della vita, facendoci sentire la gioia di essere, pur nelle nostre differenze, un unico, grande popolo in cammino verso il vero traguardo finale: quello dell’abbraccio con Dio Padre e con i nostri cari.
don Tiziano